Dal 4 al 9 marzo 2025, un adattamento potente e contemporaneo diretto da Andrea De Rosa
Dal 4 al 9 marzo 2025, il Teatro Vascello di Roma ospita una nuova, affascinante versione di Edipo Re di Sofocle, adattata e diretta da Andrea De Rosa. La tragedia, uno dei capolavori della letteratura teatrale, sarà portata in scena con una regia innovativa che esplora il conflitto universale tra libertà, destino e conoscenza.
In questa nuova versione, la verità che Edipo sta cercando si rivela gradualmente come una luce troppo forte da sopportare, che alla fine lo acceca. La storia si svolge in una città, Tebe, martoriata dalla peste, e il suo re Edipo è costretto ad affrontare la più dura delle verità: lui stesso è il colpevole dell’assassinio del suo predecessore, Laio, e la sua ricerca di giustizia lo porterà a scoprire una realtà devastante. L’indagine che sembra iniziare come una ricerca per salvare la città, diventa un viaggio catartico che culmina nell’ineluttabile consapevolezza di Edipo: la sua stessa esistenza è stata segnata da un destino che non poteva evitare.
La regia di Andrea De Rosa si distingue per un’interpretazione profonda dei temi del sapere e della follia, ispirandosi alle idee di Platone sul dono degli dèi. Il protagonista, interpretato da Marco Foschi, è accompagnato da un cast di grande talento, tra cui Roberto Latini nel ruolo di Tiresia, Frédérique Loliée in quello di Giocasta e Fabio Pasquini nei panni di Creonte. Le voci del coro sono affidate a Francesca Cutolo e Francesca Della Monica, mentre la scenografia di Daniele Spanò e le luci di Pasquale Mari contribuiscono a creare un’atmosfera intensa e simbolica, dove la luce stessa diventa protagonista.
L’innovativa scelta scenica include una serie di fari disposti a formare un emiciclo, rappresentando il tempio di Apollo, dio che si rivela attraverso l’ambiguità e il mistero delle sue parole. I costumi di Graziella Pepe riflettono il percorso di distruzione e svelamento, con abiti che vanno perdendo splendore man mano che la verità emerge. L’utilizzo di tessuti trasparenti e morbidi evoca il senso di segreti nascosti, di un dolore che si fa sempre più tangibile.
Questa versione di Edipo Re non solo esplora il potere distruttivo della verità, ma celebra anche la profondità drammatica del linguaggio, come strumento di conoscenza e di rivelazione. La messa in scena, un viaggio attraverso la luce, il suono e il linguaggio, invita il pubblico a riflettere sul destino e sulla responsabilità, in un racconto che continua a risuonare come un monito universale.
Non perdete, quindi, questa nuova e potente interpretazione di uno dei testi teatrali più significativi della storia del teatro.
Roberto Puntato